L’AI in manufacturing è un tema attualissimo: sta già cambiando i processi produttivi e, se affrontata nel modo giusto, può diventare un vantaggio competitivo reale per le aziende manifatturiere italiane.
Ma tra il “bisogna fare qualcosa con l’AI” e un progetto concreto che porta risultati misurabili, può esserci un abisso. E noi di Netribe Ultra lo vediamo ogni giorno, lavorando con aziende manufatturiere che desiderano innovare ma sanno bene di non avere ancora i dati pronti, i processi allineati o le competenze interne per farlo davvero.
AI in manufacturing: il punto di partenza
Mendix, il nostro partner tecnologico, ha recentemente intervistato Raffaello Lepratti, Global VP of Industrial Manufacturing con 25 anni di esperienza nel settore. Il suo messaggio è chiaro: quando si parla di AI in manufacturing, la prima cosa da fare è definire le priorità specifiche della propria azienda.
Non esiste, infatti, un’AI uguale per tutti. Un’azienda elettronica che compete sul time-to-market ha esigenze completamente diverse da un produttore aeronautico dove qualità e compliance sono imprescindibili. L’AI deve servire il tuo obiettivo, non il contrario.
Tre prerequisiti che fanno la differenza
Prima di pensare a cosa e come implementarlo, è necessario valutare la presenza di tre fattori concreti e imprescindibili.
- Il primo è l’accessibilità dei dati: i tuoi sistemi — MES, ERP, PLM — comunicano tra loro? I dati sono disponibili e utilizzabili? L’AI non ha senso se mancano le fondamenta.
- Il secondo è la qualità dei dati: avere tanti dati non basta. Devono essere strutturati, contestualizzati, affidabili. Un dato “sporco” genera decisioni sbagliate, anche con il miglior modello AI del mondo.
- Il terzo è la disponibilità al cambiamento organizzativo: l’ostacolo più sottovalutato. Introdurre l’AI in manufacturing significa cambiare il modo in cui le persone lavorano. Senza un’organizzazione pronta, anche il progetto tecnicamente perfetto fallisce.
AI manufacturing: da dove partire?
Quando si valutano i casi d’uso per l’AI, è meglio partire da qualcosa che porta valore immediato e ha una bassa complessità tecnica. Lepratti consiglia di iniziare con l’assistenza agli operatori di produzione. Immagina un operatore sotto pressione che deve consultare documentazione tecnica, istruzioni di sicurezza o dati di turno. Un AI copilot — integrato con il MES — può rispondere in pochi secondi a domande come: cosa è successo nel turno precedente? Da quale fornitore proviene questo materiale? Dove viene utilizzato?
È un caso d’uso a bassa complessità tecnica, ad alto valore pratico e con dati già strutturati e disponibili: il tipo di progetto da cui ha senso partire.
AI in manufacturing e low code: il binomio che cambia le regole
È qui che entra in gioco l’approccio Netribe Ultra. Perché costruire applicazioni industriali AI-powered con metodi tradizionali richiede mesi, risorse specializzate e costi fuori controllo. Con il low code e la piattaforma Mendix, è possibile sviluppare queste soluzioni in tempi molto più brevi, integrandole con i sistemi esistenti — SAP, Business Central e altri ERP — senza stravolgere il core aziendale.
Il nostro approccio “Keep the Core Clean” garantisce che l’innovazione avvenga in modo sostenibile: nessun intervento invasivo sui sistemi critici e massima flessibilità per adattarsi nel tempo.
E non ci fermiamo al deploy. Il trasferimento tecnologico che offriamo abilita il tuo team a evolvere la soluzione in autonomia, senza dipendere da Netribe Ultra per ogni aggiornamento o futura evoluzione.
Il punto di vista realistico sull’AI
Un’ultima cosa, e vale la pena dirla chiaramente: l’AI in manufacturing non trasformerà tutto dall’oggi al domani. Lepratti lo sottolinea con lucidità: il livello di fiducia che le organizzazioni ripongono nell’AI evolve più lentamente rispetto alla tecnologia stessa. E va bene così. L’obiettivo non è eliminare il giudizio umano, ma supportarlo con suggerimenti in tempo reale che aiutino le persone a prendere decisioni migliori, al momento giusto.
Questo è l’approccio con cui accompagniamo le aziende manifatturiere: niente hype, niente promesse impossibili. Solo progetti concreti, risultati misurabili e la certezza di continuare a innovare anche dopo di noi.
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