Agentic coding: cos’è e perché non poteva intervenire sul low code

agentic coding

Se segui anche solo da lontano il mondo del software, avrai sentito parlare di agentic coding: il termine con cui si indica la capacità degli agenti di intelligenza artificiale di scrivere, correggere ed eseguire codice in piena autonomia, senza che uno sviluppatore intervenga riga per riga. Quello che forse non sai è che l’agentic coding può intervenire solo da poco sulle piattaforme low-code e il motivo è semplice: fino a poco tempo fa gli agenti IA potevano leggere e modificare solo codice testuale, non i modelli visivi su cui si basano piattaforme low code come Mendix. Oggi qualcosa, però, è cambiato, e vale la pena capire cosa significa davvero per chi, come te, deve decidere dove e come investire nell’innovazione digitale della propria azienda.

Cos’è l’agentic coding e perché non era mai arrivato nel low code

Un software tradizionale è fatto di codice: righe di testo che un agente IA può leggere, modificare, correggere. È proprio su questo terreno che l’agentic coding è nato ed è cresciuto negli ultimi due anni, diventando una prassi comune per i team di sviluppo. Una piattaforma low-code, invece, funziona in modo diverso: dietro l’editor visivo (quello con tabelle, blocchi e frecce) c’è un modello strutturato, non un file di testo, e per anni non è stato possibile far lavorare un agente IA su quel modello. Poteva suggerire cosa fare, ma non contribuire direttamente allo sviluppo del modello stesso.

Cosa cambia quando l’agentic coding incontra il low code

Negli ultimi mesi le principali piattaforme low-code, Mendix compresa, hanno aperto le API dei propri modelli. Cosa significa? Che un agente di agentic coding può ora creare entità, associazioni, logiche di business, pagine e regole di sicurezza direttamente nel modello, senza che ci sia bisogno che un umano ricostruisca a mano lo snippet di codice suggerito. Si tratta di un salto qualitativo, non solo un miglioramento di velocità.

Il vero vantaggio non è la velocità

Con il low-code la rapidità di sviluppo l’avevamo già: è uno dei motivi per cui aziende manifatturiere, bancarie e assicurative lo scelgono da anni. Il vero valore dell’agentic coding applicato a una piattaforma low code è un altro: la possibilità di controllare a colpo d’occhio quello che è stato costruito. Se un agente scrive duemila righe di codice, verificarle significa doverle leggerle tutte. Se lo stesso agente interviene in un modello visivo, un’entità di troppo diventa un riquadro che si vede subito e un flusso ridondante una forma che si riconosce a colpo d’occhio. Gli agenti IA, come sappiamo, tendono a costruire più del necessario, su qualsiasi piattaforma: la domanda non è se succede, perché succede sempre, ma quanto velocemente te ne accorgi.

Dove serve ancora l’occhio umano

Le vere regole di una piattaforma non sono sempre scritte nel modello: spesso vivono nel comportamento reale del sistema. Un nome che collide silenziosamente con un elemento ereditato, una regola che supera ogni controllo di coerenza ma blocca l’avvio dell’app, un salvataggio che dichiara successo senza salvare nulla: sono esattamente il tipo di errore che un agente di agentic coding, da solo, non riconosce come tale perché tecnicamente “funziona”. Per questo un progetto che usa l’agentic coding su piattaforme low code va sempre verificato da umani che rileggono ogni modifica, testano l’applicazione e la usano davvero prima di consegnarla.

Cosa significa l’agentic coding per la tua azienda

Se stai valutando un percorso di digitalizzazione, il punto da portare a casa da questo articolo è uno solo: l’agentic coding applicato al low code può accelerare ulteriormente lo sviluppo delle tue applicazioni aziendali, ma non sostituisce la competenza di chi sa leggere un modello, riconoscere un errore e garantire che la soluzione funzioni davvero in produzione. La scelta giusta non è tra “umano” e “IA”, ma tra un partner che usa l’agentic coding come acceleratore sotto controllo e chi te lo propone come sostituto del giudizio umano.

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FAQ: agentic coding

Cos’è l’agentic coding?

È la capacità di un agente di intelligenza artificiale di scrivere, modificare ed eseguire codice in autonomia, pianificando le modifiche, applicandole su più parti di un progetto e correggendo gli errori senza l’intervento riga per riga di uno sviluppatore.

L’agentic coding funziona anche nelle piattaforme low-code?

Sì, solo di recente. Le principali piattaforme low-code, Mendix compresa, hanno aperto le API dei propri modelli visivi, permettendo agli agenti IA di costruire entità, logiche e pagine direttamente nel modello, non solo di generare frammenti di codice da integrare a mano.

L’agentic coding nel low code sostituisce gli sviluppatori?

No. Un agente di agentic coding velocizza la costruzione, ma non elimina la necessità di persone competenti che rivedano il modello, individuino errori nascosti e verifichino che l’applicazione funzioni correttamente prima del rilascio.

Quali sono i rischi dell’agentic coding applicato al low code?

Il rischio principale è ricevere un’applicazione che sembra completa ma nasconde errori di comportamento non visibili a un primo sguardo, come regole di sicurezza incoerenti o flussi che non salvano correttamente i dati. Per questo serve sempre una revisione umana esperta.

Come si integra l’agentic coding in una piattaforma low code come Mendix?

Mendix mette a disposizione API sui propri modelli che permettono a un agente di agentic coding di operare direttamente su entità, pagine e logiche di business, sotto la supervisione di un team che ne verifica ogni passaggio.